
«Ma il lago è sempre più blu»: vedere il Como è un po’ come andare a Disneyland
Un club globale, uno stadio anfibio, tifosi da ogni angolo del pianeta. Un racconto del match contro l'Empoli (e di tutto il resto)
Un club globale, uno stadio anfibio, tifosi da ogni angolo del pianeta. Un racconto del match contro l'Empoli (e di tutto il resto)
La nona puntata di 'Freak Show', la rubrica in cui le opere digitali di Max Papeschi incontrano i testi surreali di Enrico Dal Buono. In che parte del corpo risiede l'anima?
L'ottava puntata di 'Freak Show', la rubrica in cui le opere digitali di Max Papeschi incontrano i testi surreali di Enrico Dal Buono. Come si ferma davvero un'invasione zombie? La storia di chi ci ha provato
La settima puntata di 'Freak Show', la rubrica in cui le opere digitali di Max Papeschi incontrano i testi surreali di Enrico Dal Buono. Che cosa è successo davvero nello Studio Ovale?
La sesta puntata di 'Freak Show', la rubrica in cui le opere digitali di Max Papeschi incontrano i testi surreali di Enrico Dal Buono. In diretta del Topostan, dopo Sanremo
Lo storico conduttore di MTV sembrava essersi ritirato dalle scene. E invece, dopo aver creato quattro aziende in ambito tecnologico, scritto un libro e messo in piedi una fondazione, torna con uno spettacolo a teatro: 'Intelligenza naturale'. Una chiacchierata filosofica
La quinta puntata di 'Freak Show', la rubrica in cui le opere digitali di Max Papeschi incontrano i testi surreali di Enrico Dal Buono. Mentre in piazza si accende un fuoco
La quarta puntata di 'Freak Show', la rubrica in cui le opere digitali di Max Papeschi incontrano i testi surreali di Enrico Dal Buono. Pronti per una showgirl davvero particolare?
La terza puntata di 'Freak Show', la rubrica in cui le opere digitali di Max Papeschi incontrano i testi surreali di Enrico Dal Buono. Seduti in platea di un circo terribilmente vero: quello di Meta & dintorni
La seconda puntata di 'Freak Show', la rubrica in cui le opere digitali di Max Papeschi incontrano i testi surreali di Enrico Dal Buono. E voi, che cosa avete scritto nella letterina per Santa Joe (Biden)?
A Filadelfia sono successe due cose: sono nati gli Stati Uniti ed è stato ambientato il film 'Rocky'. Il secondo evento è nettamente più importante del primo, e lo dimostra un festival dedicato all’incarnazione del sogno americano
Oggi parte 'Freak Show', la nuova rubrica dove le opere digitali di Max Papeschi dialogano con i racconti surreali di Enrico Dal Buono. Primo articolo: 'The Boys'. Li riconoscete?
Turisti mitomani, protagonisti al fast food, scimmie ambiziose. Elevare l'umanità alla seconda è possibile solo qui, tra bellezza fuori misura e contraddizioni irrisolvibili. Un racconto dalla capitale del mondo, che è ancora in America
Attraversare la pandemia di Covid-19 come metafora per fare i conti con sé stessi, ogni giorno. L'ultimo romanzo di Michael Cunningham racconta le sfide quotidiane delle persone normali alla ricerca della sopravvivenza
Il funerale di Berlusconi visto dagli animali di piazza Duomo - forse l’unico punto di vista obiettivo sul Cavaliere
In vista del concerto del Boss al Parco Urbano Bassani, abbiamo chiesto allo scrittore ferrarese – il cui terzo romanzo, ‘Ali’, è edito da La nave di Teseo – di portarci alla scoperta dell’enogastronomia della città: lui ha acconsentito, a nostro rischio e pericolo digestivo
«Le ciglia, insolitamente dense, lunghe e folte servivano per imprigionare i granelli di sabbia prima che danneggiassero cornea, pupilla e cristallino». Un racconto di Enrico Dal Buono
Un morbo sintattico che creò non pochi disagi: tutti smisero di domandarsi se il mondo non potesse essere più rosso o più verde, più secco o più umido, più grasso o più magro. Un racconto di Enrico Dal Buono
Dopo le foto con i teleobiettivi, i runner e gli aperitivi, ora è arrivato il vaccino killer: AstraZeneca, condannato dai giornali senza nessuna prova scientifica. Quando inizieremo a riflettere sulla schizofrenia dei media?
Grazie Cina, ma non cambiamo padrone. Le reazioni alla nostra versione di Beyoncé al Super Bowl dimostra che siamo ancora americanofili, preferiamo 'ghetto' a 'borgata' e al posto del cuore abbiamo un hamburger
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