«L’unica fascia libera nella settimana dell’Art Week è praticamente solo la colazione», dice Nicolas Ballario parlando del secondo appuntamento con quello che è nato l’anno scorso come un ritrovo clandestino. Lo scorso anno alla alla performance improvvisata avevano partecipato circa centocinquanta persone, con qualche migliaio di spettatori collegati in streaming. Quest’anno si replica con un concetto chiaro: «Iniziare la giornata dalla fine».
Perché la manifestazione organizzata con Maurizio Cattelan è tutta sul tema della morte. «Ma con allegria», specifica il critico d’arte. «Caffè, sorrisi, slogan mortali, cornetti di pasticceria e addii», recita l’invito. Perché la colazione non è solo un momento conviviale, ma una dichiarazione poetica.
Anche quest’anno quindi, la Milano Art Week ha il suo rituale di benedizione pagana: un flash mob mattutino a base di caffè, cornetti e aforismi letali.
L’evento, intitolato La fine allegra, si terrà il 2 aprile ai piedi del Duomo, alle sette del mattino.
Un orario che per la maggior parte delle persone è sinonimo di sbadigli e occhi gonfi, e che forse è l’orario ideale per «iniziare la giornata dalla fine».
Un happening artistico che mescola ironia e malinconia, surrealismo e routine. Impostate la sveglia (o non andate a dormire, che forse è meglio).